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La mobilità – il nostro futuro in Alto Adige

   

La mobilità intesa come il trasporto fisico di merce e persone è un essenziale componente della nostra società industrializzata e risulta tutt’ora come la barriera tra il “nuovo” ed il “vecchio” mondo.

L’accessibilità ha un grande valore personale ed economico nella nostra società.

La mobilità però non è un valore in sé e spesso è origine di molteplici problemi per la società ed il nostro ambiente.

Negli scorsi decenni l’Alto Adige ha continuamente investito nella connessione interna tra i paesi e le più disagiate abitazioni. La rete stradale e stata largamente ampliata. In questa occasione abbiamo imparato che costruendo strade spesso si genera anche traffico che non sempre si traduce in effetti positivi per il turismo e/o i residenti.

La Giunta Provinciale ha investito tanto nel trasporto ferroviario, in specifico nell’acquisto di nuovi treni e nella ristrutturazione di alcune stazioni ferroviarie. Inoltre si sta impegnando a elettrificare le locomotive – questi sono tutti investimenti necessari, l’elettrificazione mi sta particolarmente a cuore!

Per quanto riguarda il trasporto su gomma, sia pubblico che privato, la mobilità elettrica avrebbe grandi chance di sviluppo, dal momento che l’Alto Adige attualmente ha un surplus di energia proveniente da fonti rinnovabili.

Parliamo della mobilità aerea. Anticipo di non avere la capacità di predire come si svilupperà e come potremmo trarne effetti economici positivi senza danneggiare il nostro ambiente. Attualmente la mobilità aerea si basa sull’utilizzo di motori a combustione termica ed è quindi categorizzata come una delle attività umane più nocive al nostro pianeta. Sono dell’avviso che anche questi fatti debbano essere messi sul piatto della bilancia. 

L´impegno di rafforzare i collegamenti ferroviari per avvicinare l’Alto Adige ai maggiori centri Europei è assolutamente rispettabile e necessario, ma l´offerta attuale non è sufficiente. Inoltre sono ancora troppi gli Altoatesini che preferiscono usare la propria automobile.

Il prossimo decennio sarà caratterizzato dalla realizzazione del „Brennerbasistunnel“, collegamento che permetterà di raggiungere in breve Innsbruck, Monaco e tante altre città Europee.

Speriamo di potere intraprendere un analogo ragionamento anche verso Verona, Bologna, Roma, Bergamo, Brescia, Milano o Venezia.

Questi sono i pezzi che secondo me mancano al puzzle della nostra mobilità.

Cambio argomento per permettere un confronto: in riferimento all’ampliamento di centri sciistici la Giunta Provinciale ha avuto il coraggio di indirizzare il futuro di questo importante settore del turismo a sostegno dei poli esistenti.

Esperti predicono che potranno sopravvivere solo pochi grandi centri sciistici.

È prevedibile che un simile processo avverrà anche per quanto riguarda gli aeroporti. Proprio per questa ragione dobbiamo allacciarci ad aeroporti rilevanti – questo dovrebbe essere il contenuto dell’attuale discussione.

L’Alto Adige ed in particolare il territorio Dolomitico, per il quale vantiamo l’iscrizione nella lista del Patrimonio Naturale UNESCO, assomiglia in parte ad un diamante grezzo da raffinare.

Questo approccio dovrebbe portare ad un magico coinvolgimento di tutti noi. È nostra responsabilità investire nel futuro, non consumare il futuro.

Elenco alcuni criteri che caratterizzano un sano approccio alla gestione di futuro:

  • certezza sulla propria identità e sui propri punti di forza
  • manifestazione della robustezza paesaggistica e spirituale
  • forme economiche sostenibili ed alternative
  • emanare sicurezza

Cerchiamo di tradurre il sopracitato approccio alzando l’asticella sul tema della mobilità:

  • cerchiamo di creare un territorio modello da lasciare in eredità ai nostri nipoti
  • quali collegamenti sono essenziali?
  • quali piani di compensazione attiviamo per gli interventi strutturali che realizziamo?

Faccio un appello a dimostrare coerenza:

Cerchiamo di avere coraggio e dimostriamolo nelle proprie azioni quotidiane quando si tratta di mobilità! 

Continuiamo a collaborare ad incrementare il desiderio “Alto Adige – Südtirol“. Prendiamoci cura della nostra terra, impegniamoci a prenderci cura dei nostri ospiti in maniera autentica   e investiamo nei nostri punti di forza.

L’Alto Adige è una terra legata alla natura che ha grande potenziale nell’innovazione.

Facciamo rispecchiare i nostri valori anche nelle nostre decisioni. 

DMC - 30.1.17

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